Tempo di noi

Ciò che stiamo vivendo non è come quando si è innamorati, è una cosa nuova ... è come se abbiamo scoperto che anche senza essere innamorati, o senza amarsi nel senso classico, esiste un territorio fatto di emozioni e scoperte che si possono vivere, condividere e donare.
Lì dove diventa difficile dirsi l'intimo ma si percecisce la sua estrema vicinanza, quasi a toccarlo, aprirlo, esplorarlo e ritrovarsi in esso vicini più che mai.
Ci si cerca e spesso ci si trova.
Senza sporcarsi troppo.
Evitare di non ritrovare la strada per tornare indietro.
Un gioco perverso ed eccitante.
Riempie il tempo di noi.
Un passo in avanti e poi ...

Il tecnicamente "stronzo"!

Post un pò lungo ... ma meritevole di esser letto tutto d'un fiato!

"Ci sono argomenti seri che la trattatistica accademica ha reso talmente noiosi da essere quasi impraticabili. O, al più, conditi da una tale dose di sottile retorica da rendere inevitabile l'assopirsi di ogni contrasto.
Quello del bastardo aziendale (lo "stronzo" della locuzione corrente "fuori onda") è parte di questo universo di buone maniere alla camomilla, in cui la ritrosia è direttamente proporzionale all'accumulo delle ipocrisie di qualità, favorite da decenni di governance fintamente normata.


Nella realtà, ciò che avviene è quasi sempre il seguente.
Chi scala gli organigrammi, più per ambizione che per merito, acquisisce la radicata convinzione di non dovere niente a nessuno, con la derivata inevitabile di potersi permettere ogni forma di rivalsa sui malcapitati che non hanno il suo passo nè le sue voglie.
Chi perde, o chi ha deciso di non concorrere perchè ha altri interessi o perchè la sua vita corre da altre parti, troverà sempre sulla sua strada chi si intigna a fargli pagare la colpa di essere così "fuori norma".

Gli "stronzi" hanno questo di bello, che li annusi al primo colpo e non ti sbagli quasi mai. Il guaio è che pensi, una volta conosciuti, di poterli anche controllare; e invece è proprio qui che ti sbagli: alla stronzaggine, infatti, non c'è mai limite.
Lo "stronzo" è tecnicamente "irredimibile".

[...]

Qui il dramma si fa serio, perchè un bastardo d'annata è capace di rovinarti la vita anche se tu fai l'indifferente. E non c'è nessuna procedura organizzativa che preveda la neutralizzazione degli "stronzi".

Sarebbe bello poter emanare un editto con il decalogo dello "stronzo" perfetto: quello da bandire dalle nostre vite. Ma sarebbe anche pericoloso; perchè poi un qualche residuo lo troveremmo disperso qua e là, anche in quelli che proprio "stronzi" non sono e, perchè no, fors'anche in noi stessi.
Meglio concentrare le qualità attitudinali e attribuirle senza divagazioni: un vero "stronzo" è pur sempre un buon capro espiatorio per un organismo che voglia sentirsi incolpevole, avendo sempre qualcuno su cui scaricare le negatività di tutti, "ad maiorem dei gloriam".

Il vero metodo "antistronzi", per quanto possa sembrare paradossale, è di non privarsi mai della presenza di qualche esemplare della categoria."

(Pier Luigi Celli)

Senza stupirci ancora ...


Oggi

"E' così terribile vivere circondato dal malanimo, avere sempre paura, essere sempre sul chi vive, sempre armato, è così terribile punire - si fanno ingiustizie anche senza volerlo -, così terribile dubitare, vedere ovunque tranelli, non mangiare tranquilli, non trovare riposo nel sonno, pensare sempre, anche negli attimi di tregua: "Ah mio Dio, che cosa mi faranno adesso?"
(Alphonse Daudet)

Questi giovani d'oggi!!!

Si parlava di tratti e problematiche della gioventù odierna.
Come al solito: mancanza di valori, incapacità di dialogo e relazione.

Dal punto di vista dell'adulto è difficile guardare i giovani di oggi mettendo da parte il mondo valoriale con il quale a sua volta è stato educato e quindi nel quale è vissuto. Dire che oggi c'è una forte mancanza di valori nella gioventù è forse la conseguenza di questa difficoltà. Se si prende troppo sul serio l'educazione ricevuta non si riesce a profetizzare l'educazione da fornire e a comprendere quale sia quella da intraprendere oggi (forse ho scritto due opzioni uguali!!!:)).

In pratica, per noi che abbiamo vissuto l’adolescenza senza il cellulare e senza le chat dobbiamo fare un grande sforzo per non cadere nella denigrazione dei valori adolescenziali di oggi, i quali invece hanno nel cellulare una protesi delle mani! Noi a quindici anni dovevamo telefonare a casa dell'amico per parlarci (nessuno aveva il cellulare) con il rischio normale di non trovarcelo perchè era uscito; quindi bisognava richiamare o lasciar detto se poteva richiamare lui ... lui quando richiamava aveva anch'egli il rischio di non trovarci in casa. Insomma, in un certo senso era tutto più complicato ma proprio per questo richiedeva negli adolescenti una forza interiore che era dovuta all'amicizia che si provava per quella determinata persona. L'amicizia si viveva con una profondità forse maggiore. Oggi la comunicazione tra persone è più istantanea: non c'è bisogno di uscire per parlare con un amico e quando si esce si sa esattamente dove e quando poter incontrare quella determinata persona.

Mi pare allora ovvio che, se da una parte si riconosce che sono cambiati gli strumenti, bisogna anche riconoscere che il loro largo uso porta ad una gamma di valori modificata e non alla sua scomparsa; non si può dire che oggi non si ha più il valore dell'amicizia ma piuttosto si può dire che l'amicizia, così come era intesa anni fa deve essere ridefinita e quindi intesa per certi aspetti in modo diverso. Non è possibile introdurre con forza nuovi strumenti (alcune volte più funzionali agli educatori che agli educandi) pretendendo che questi non cambino le cose: botte piena e moglie ubriaca?! Neanche per sogno! Ai giovani di oggi gliene diciamo di tutti i colori e questo è da incoscienti … uno dei rischi è che a forza di sentirselo dire poi ci credono anche loro, con tutto quello che di negativo può portare questa acquisizione.

Fare questo passaggio è importante altrimenti si potrebbe arrivare a dire che nel sistema relazionale attuale non c'è necessità di avere un determinato bagaglio di valori, cosa che invece non è vera.

Trasportato ...

il tuo profumo sulle lenzuola
mi accompagna leggero nella notte
ricordo di te che si fa sensibile
ti sento dentro e tu non cerchi di uscire
intrappolata e fuggevole

ho bisogno di te … sono strani giorni
nascondo tutto nelle vene
ritrovandomi a benedire la tua assenza
e a sperare in un’altra occasione

cerco le tue mani
riesco a stento a trattenere la voglia di afferrarle
di sentirne il calore ora più che mai
trovare il coraggio di fidarmi delle tue carezze
di aggredire la tua lontananza

mi lascio sedurre dalle tue manie

Yes we can? Si può fare? ... e allora daje!!!

Senza entrare nel merito dei messaggi cerchiamo comunque di prepararci … la prossima volta che ci saranno delle elezioni politiche (speriamo il più tardi possibile!) saremo invasi da questo tipo di comunicazione!

http://it.youtube.com/watch?v=jjXyqcx-mYY
Musica e video sono di Will I Am (dei The Black Eyed Peas) sul testo del discorso di Barack Obama "Yes we can".

http://it.youtube.com/watch?v=ghSJsEVf0pU
Stessa situazione del video di sopra, solo che questo non riprende testualmente le parole di un discorso intero di Obama. Se non sbaglio questo è il primo della saga "videoclip per il sostentamento del politico".

http://it.youtube.com/watch?v=CjGtwJUQq-I
Ed è qui che volevo arrivare ed è questo video che mi ha fatto pensare a quanto scritto all'inizio del post. Ispirato ai video realizzati negli States per Obama, questo è stato creato da otto giovani professionisti della comunicazione per supportare il nostro Valter Veltroni.

http://it.youtube.com/watch?v=3gwqEneBKUs&feature=related
Ma la cosa più interessante sta in questo video ... immagino se a qualcuno venisse in mente di farne uno così in "onore" di Silvio Berlusconi! Io voto per gli otto giovani comunicativi ... :)